CUCINA- Romana

La cucina romana tradizionale è fondata su ingredienti di derivazione rurale e contadina, di origine vegetale ed animale, preparati secondo ricette spesso tramandate di generazione in generazione in ambito familiare. Poiché si è sempre trattato di pietanze ricavate da una terra molto fertile e produttiva, destinate a soddisfare le esigenze energetiche dell’uomo impegnato nel lavoro nei campi e spesso consumate nell’ambito di una o al massimo due sedute alimentari quotidiane, le preparazioni della cucina romana sono idealmente associate a piatti particolarmente nutritivi, somministrati in porzioni abbondanti[1].

Piatti tipici

  • rigatoni con la pajata, ossia con l’intestino tenue di vitello da latte (il più gustoso) oppure di agnello e di capretto, contenente ancora il chimo, sostanza ricca e cremosa
  • Gli spaghetti alla carbonara con uova di gallina, guanciale, pepe e pecorino. L’origine del piatto è tuttora incerta; alcuni sostengono l’origine appenninica della pietanza, che sarebbe stata inventata dai carbonai (carbonari in dialetto romanesco). Altri protendono per l’origine alleata della carbonara, portato dai soldati statunitensi, i quali usavano il bacon e che abbiano dato l’idea ai cuochi romani per la ricetta vera e propria.

  • Gli spaghetti all’amatriciana (o bucatini), con guanciale, pecorino e salsa di pomodoro. Il piatto è originario di Amatrice ma importato dagli stessi amatriciani nella Capitale. Una sua variante è la Gricia, detta anche Amatriciana bianca.
  • vermicelli cacio e pepe, il cui condimento risulta essere una semplice salsa di acqua di cottura, pepe e pecorino amalgamate ad arte.
  • Le penne all’arrabbiata.
  • La coratella d’abbacchio con i carciofi.
  • La trippa alla romana, aromatizzata con la menta romana e condita da abbondante pecorino romano.
  • La coda alla vaccinara
  • La pinsa, moderna variante della più classica pizza, impasto a lunghissima lievitazione con farina di grano tenero, soia e di riso.
  • Il saltimbocca alla romana, fettina di vitello con prosciutto crudo e salvia, cotta nel burro e vino bianco.
  • Le coppiette, strisce di carne condite con sale e spezie naturali e stagionate per circa due mesi.
  • carciofi alla romana e i carciofi alla giudia
  • supplì, con forma allungata cilindrica preparata con riso.